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lunedì 10 giugno 2013


Il 15 Aprile 2008 la U.S. NAVY ha pubblicato la revisione n°6 del “U.S. Navy Diving Manual revision 6” con un aggiornamento delle procedure d’immersione e delle tabelle di decompressione.


Dopo circa 50 anni le U.S. NAVY Diving Tables vengono significativamente aggiornate alla luce degli studi compiuti nel corso degli ultimi 20 anni. Dall'algoritmo VVAL 18 vengono generate le nuove procedure d'immersione e le relative tabelle di decompressione per le immersioni della U.S. NAVY.
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Utilizzate per più di 50 anni (dal 1955), vanno in pensione le vecchie tabelle. Sostituite per aumentare la sicurezza e con l'introduzione dell’uso dell’ossigeno per decompressione sia in acqua che in superficie.
Ci si è spesso interrogati su quale fosse la corretta velocità di discesa posto che l'attenzione è sempre stata focalizzata sulla velocità di risalita. Si è pensato ad un limite di velocità di discesa che fosse compatibile con la compensazione ma tale interrogativo pare risolto dalle novità introdotte nelle nuove tabelle della U.S. NAVY. Viene indicata nel sottotitolo delle tabelle stesse la velocità di discesa all’inizio dell’immersione: non superiore a 22,50 m/min (75 fpm). La velocità di risalita viene confermata in 9 m/min (30 fpm): cioè ogni 20 secondi si debbono percorrere 3 m.

Viene eliminata la sosta di decompressione dei 3 m (10 fsw), sostituita con quella ai 6 m (20 fsw).
Si era spesso dibattuto sulla praticità ed utilità della sosta decompressiva alla quota dei 3 m per motivazioni di carattere pratico (spesso il moto ondoso rende complesso permanere alla quota dei 3 metri) e fisico (negli ultimi metri che ci separano dalla superficie la variazione di pressione è molto accentuata quindi è più opportuno decomprimersi a profondità più elevata).
Altra novità delle nuove tabelle è un maggiore conservativismo nelle immersioni effettuate fino ai 24 metri di profondità: la curva di sicurezza appare infatti ridotta rispetto alle precedenti tabelle. Nella “No-Decompression Limits and Repetitive Group Designation Table for No-Decompression Air Dives” (che riporta i limiti massimi di non decompressione ad aria) ritroviamo dei tempi limite di non decompressione decisamente inferiori rispetto alla precedente tabella, ma solo per immersioni effettuate da 0 ai 24 m; mentre per le immersioni più profonde la curva di sicurezza rimane assolutamente invariata.
In particolare, per i tempi limite di non decompressione:

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Per quanto riguarda le immersioni con decompressione, nella “Air Decompression Table” non solo riscontriamo l'eliminazione della sosta a 3 m ma anche un sostanziale aumento dei tempi di decompressione totali. Tale aumento corrisponde ovviamente all'accorciamento dei tempi di non decompressione concessi dalle nuove tabelle nelle immersioni da 0 a 24 m.
Nelle nuove tabelle si nota in generale, a parità di profondità, un notevole incremento dei tempi di decompressione richiesti.

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Diversamente da quanto avveniva prima il tempo di sosta indicato nelle tabelle inizia quando il subacqueo abbandona la sosta più profonda e finisce quando lo stesso abbandona la sosta meno profonda (la novità è costituita dal fatto che il tempo di risalita fra le soste viene inglobato nella sosta meno profonda).
La nuova “Air Decompression Table” riporta contemporaneamente le indicazioni di decompressione in tre possibili modalità:
  1. decompressione in acqua respirando aria,
  2. decompressione in acqua respirando aria e ossigeno,
  3. decompressione in superficie respirando ossigeno.
La durata delle soste per decompressione in acqua respirando aria e ossigeno sono indicate nella tabella in apposite righe contrassegnate dalla scritta “AIR/O2” e sono evidenziate in carattere grassetto.
Le soste di decompressione in ossigeno (9 m e 6 m), nel caso che una singola sosta in ossigeno preveda un tempo di superiore ai 30 min, devono essere interrotte ogni 30 min con respirazione di aria per 5 min (l’intervallo di tempo in cui si respira aria non deve essere computato nella durata della sosta in ossigeno ma vi deve essere aggiunto).
La risalita dopo l’ultima sosta in ossigeno deve essere effettuata alla solita velocità di circa 9 m/min continuando a respirare ossigeno.
Poiché la decompressione effettuata respirando solo aria e la corrispondente decompressione effettuata respirando aria ed ossigeno indicata dalla tabella sono calcolate in modo da essere perfettamente equivalenti dal punto di vista dell’effetto decompressivo finale, il gruppo ripetitivo di appartenenza rimane lo stesso.
I sistemi di immersione in aria compressa con assistenza dalla superficie utilizzati dalla U.S. Navy prevedono una apposita speciale stazione decompressiva classificata come O.R.C.A. (“Oxygen Regulator Console Assembly”) per fornire ossigeno o aria al subacqueo in immersione.
La decompressione in superficie respirando ossigeno, pure essa prevista nella tabella, richiede invece di disporre di una camera di decompressione e quindi non interessa i subacquei sportivi.
La decompressione in acqua respirando aria viene consigliata per immersioni che richiedono un tempo totale di decompressione inferiore ai 15 min.
Per immersioni che richiedano un tempo totale di decompressione superiore ai 15 min è raccomandata la decompressione in acqua respirando aria e ossigeno, con obbligo di stazione decompressiva O.R.C.A.
Immersioni cono un tempo totale di decompressione (in aria e/o ossigeno) superiore ai 90 min poichè comportano il rischio concreto di superare i valori di tossicità dell’ossigeno e sono chiaramente segnalate nella tabella con la scritta “Exceptional Exposure”.

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