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mercoledì 23 dicembre 2009

Progetto Archaeomap: fondi EU
per sostenere i siti archeologici costieri

Un’analisi della gestione dei siti archeologici, costieri e subacquei.

Con questo obiettivo si è svolta il 28 e il 29 ottobre, presso l’Arsenale di Palermo, la riunione conclusiva del progetto Archaeomap. Il progetto, finanziato direttamente dalla Comunità Europea e che ha visto la Soprintendenza del Mare quale capofila, ha sperimentato strumenti e metodi innovativi di attuazione per uno sviluppo sostenibile dell’area mediterrannea, grazie al contributo di un Comitato scientifico Internazionale che dal 2007 al 2009 si è riunito tra Palermo, Girona, Roma, e Parigi per raccogliere in una pubblicazione, annunciata come prossima, le conclusioni dell’analisi svolta.

Il progetto ha avuto inizio nel 2007 per concludersi la scorsa settimana con la presentazione di Archaeomap al pubblico. Info all’indirizzo www.archaeomap.eu
Obiettivo del Progetto
L'obiettivo principale del progetto è stato quello di contribuire allo sviluppo di politiche scientifiche e tecnologiche e di strumenti al servizio della protezione delle zone costiere, in particolare dei siti archeologici costieri.
L'analisi dei siti, integrandola con gli effetti del clima, con l'impatto fisico del turismo culturale, con la salvaguardia dell'ambiente, con la gestione del rischio sismico, con gli aspetti di sviluppo sociale ed economico dei territori locali, e con gli effetti delle attività umane in generale, fornirà alla Unità Europea uno strumento integrato per valutare l'impatto delle politiche e delle direttive sul patrimonio culturale.
Nel corso dei due anni sono state svolte diverse riunioni tecnico-scientifiche, e un Forum internazionale, che si è svolto a Parigi, importante vetrina mediatica del progetto, che, secondo gli organizzatori, ha consentito di divulgare e arricchire i temi affrontati, permettendo ad un più ampio pubblico di confrontarsi e scoprire i valori veicolati dai progetti pilota verso un nuovo sviluppo sostenibile.
Attendiamo la pubblicazione editoriale finale per commentare con voi quello che si annuncia come “un utile strumento al fine di sensibilizzare il pubblico internazionale sul valore e sul ruolo simbolico di questo patrimonio Mediterraneo comune”.
La stessa pubblicazione, tra l’altro, diventerà un modulo di insegnamento a distanza diffuso nell'area europea mediterranea.

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