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DISTILLERIE CLANDESTINE DI GAS RESPIRABILI di Fabio Bartolucci

DISTILLERIE CLANDESTINE DI GAS RESPIRABILI La composizione di miscele respiratorie per la subacquea tecnica é assimilabile all’attivit...

giovedì 27 luglio 2017

DISTILLERIE CLANDESTINE DI GAS RESPIRABILI di Fabio Bartolucci

DISTILLERIE CLANDESTINE DI GAS RESPIRABILI di Fabio Bartolucci
DISTILLERIE CLANDESTINE DI GAS RESPIRABILI

La composizione di miscele respiratorie per la subacquea tecnica é assimilabile all’attività delle distillerie clandestine.


Oltre a mancare specifica normativa, la realizzazione degli impianti è spesso "made in casa" e non realizzata e certificata da personale specializzato. 

La stessa formazione del “Gas Blender è lasciata alla discrezionalità dei programmi delle agenzie didattiche e, molto peggio, alla dicrezionalità del trainer.

Le stesse tecniche sono fuorilegge, in quanto possiamo distinguere due casi principali:
1) Ricarica miscele per flusso:
In questo caso i gas sono miscelati a monte dell’aspirazione del compressore, quindi il compressore comprime direttamente la miscela.
Questa tecnica è fuorilegge, in quanto i compressori per aria compressa non sono progettati e certificati oper comprimere le miscele, in particolare abbiamo problemi con i due gas principali: l’elio e l’ossigeno.
La compressione dell’elio innalza enormemente la temperatura nel cilindro cosa che comporta una diminuzione della viscosità del lubrificante, con conseguenti danni al compressore e la combustione degli olii che trafilano attraverso le fasce.
La compressione dell’ossigeno favorisce anch’essa la combustione degli oli.
I prodotti della combustione degli oli sono altamente tossici.
Tra l’altro eventuali danni al compressore sono esclusi dalla garanzia e dalla responsabiltà del costruttore
2) Ricarica miscele per pressioni parziali: in questo caso la miscelazione avviene nelle bombole, nelle quali sono introdotti prima i gas puri, poi vengono “rabboccate” con l’aria.
Nel caso di miscele iperossigenate l’aria dovrebbe essere “ossigenocompatibile”, cioè di una purezza tale da non creare rischi di esplosione quando posta a contatto con l’ossigeno ad alta pressione.
A parte il fatto che oggi è difficile trovare aria a norma, quindi semplicemente aria respirabile, c’è da dire che pochissimi hanno idea di come si possa produrre aria “ossigenocompatibile” e la difficoltà di mantenere le linee dell’impianto pulite a questo scopo.
Sono necessari filtri speciali e aria perfettamente pulita, almeno aria medicale: mettere più filtri standard per aria in serie non serve a niente e dimostra quanto la fantasia di chi crea questi impianti sia perlomeno “naif”. 
Da ultimo e non per ultimo, l’ossigeno è un farmaco e la sua somministrazione non è libera.
Per concludere il paradosso risiede nel fatto che chi somministra un caffè deve sottostare a normative e controlli come quello dell’HCCP, mentre un “pincopallino” qualsiasi può comporre e somministrare miscele respiratorie alle quali è appesa la vita umana dell’utilizzatore.
Sarebbe auspicabile un riordino e una normativa specifica.

NOTA

Contenuti tecnico-divulgativi a cura di GRAVITY ZERO.