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venerdì 20 febbraio 2015

IMMERSIONE CON REBREATHER
Mi "gratto" che sono ancora vivo :-)

Sicurezza e professionalità sono il leit motiv dei dispensatori di cultura dell'immersione a circuito chiuso o, per far contento qualcuno, a riciclo.


Stando però a quel che si vede e si legge in giro la formazione (spesso definita carente in caso di incidenti per assolvere la macchina) che è parte essenziale per rendere sicuro l'insieme uomo+macchina è demandata ad hobbisti che per vivere fanno altro nella vita salvo rare eccezioni. Una stranezza considerato che la professata attenzione alla sicurezza richiederebbe una dedizione ed una professionalità non propria delle attività del tempo libero. Attualmente la critica alla serietà della formazione pare provenire proprio dagli stessi che hanno sfornato negli anni passati centinaia di formatori (che siano ricreduti sugli standard oppure c'è dell'altro?).

Ovviamente si tratta di pura e semplice passione nel divulgare una cultura legata ad un immergersi in modo diverso, migliore, più comfortevole e più sicuro..........una formazione erogata a pagamento ovviamente ma sempre senza fine di lucro (e ci mancherebbe.....:-) pure).

Migrazioni di formatori da un'agenzia all'altra e elezioni/adozioni di macchine migliori di continuo. Non che il progresso si fermi e che la migliore macchina di oggi non possa essere superata da altra domani ma almeno uno straccio di progetto ci dovrebbe essere per trasformare in prodotto finito l'idea di un innovatore che si trasforma in costruttore. Se leggiamo in giro ogni macchina è per definizione la migliore, la più sicura ed a prova di stupido o di errore umano. Ed aumenta il numero dei costruttori di rebreather dalle mirabolanti prestazioni (alcuni sarebbero anche surrogati del viagra per l'utilizzatore :-) ) ma che per un fatto di attenzione alla qualità realizzano pochi pezzi in modo totalmente artigianale.

Io sono assolutamente certo che esistano dei progetti seri alle spalle di tutte queste macchine e che esistano anche delle strumentazioni di prova utilizzate per testare che vadano oltre la personale sensazione dell'esperto che prova a respirarci dentro. E certo che ci credo.........perchè voi a Babbo Natale non credete?

In caso di incidente, e ce ne sono parecchi anche se sempre si cerca di tenerli nascosti per rispetto dei cari che perdono l'affetto del congiunto (non certo perchè fanno male al mercato), la macchina non c'entra mai niente (in se la macchina non è animata da alcun sentimento negativo nei confronti del suo utilizzatore) e trattasi sempre di fatalità (il classico arresto cardio circolatorio come se esistessero dei morti in cui non si verifica l'arresto cardiocircolatorio), oppure di errore umano (la classica procedura trascurata ma insegnata tanto bene durante l'addestramento da essere poi dimenticata), la mancanza di attitudine all'utilizzo (però per vendrgli corso e macchina era perfettamente idoneo) oppure la diffusa ottimizzazione della macchina (che cazzo volete che ne possa capire il costruttore che dimentica sempre di farla come l'utente la desidera in quello specifico istante?).

Ultimamente alla magistratura è venuta la curiosità di approfondire l'argomento in caso di incidente e si affidano quindi a degli esperti per capire bene la dinamica del tragico evento..........ma chi sono questi esperti? Spesso e volentieri sono gli stessi che vanno in giro a divulgare il verbo del circuito chiuso (giustamente dovrebbero conoscere ciò che insegnano) ma sono dei veri professionisti affidabili (e cosa li identifica come professionsiti al pari di un commercialista o di un avvocato o di un medico?) e siamo sicuri che non abbiano qualche  conflitto d'interessi in gioco? Allo stato attuale la faccenda è nebulosa e si presta a svariate considerazioni e mi riprometto di tornare a breve sull'argomento sviscerando alcuni punti cui ho solo accennato.

Per chi si avvicina a questo "nuovo" modo di immergersi aggiungo un link molto interessante che è appunto un database con incidenti fatali con rebreather, dettagli su utilizzatore, macchina usata, circostanze incidente, risultanze di eventuali indagini/perizie sulla macchina coinvolta e considerazioni finali. Tutto ovviamente è opinabile ed interpretabile ma i fatti restano fatti indipendentemente da come uno li voglia interpretare. Magari potrebbe essere opportuno conoscere aspetti non pubblicizzati del "nuovo" modo di immergersi, aspetti che per pura dimenticanza non vengono mai illustrati.....

Scaricatevi questo foglio elettronico che è abbastanza aggiornato e completo e ci troverete parecchie cosette interessanti: RB_Fatal_Accident_Database ed è un lavoro abbastanza dettagliato e svolto da un team serio.  Il database non pretende di essere esaustivo e non necessariamente la macchina meno presente è la migliore perchè potrebbe essere poco diffusa ma con un indice di accompagnamento all'eterno riposo molto più alto di altre (e questo è appunto un effetto del dato statistico quando fornito non completo del numero totale di macchine di quel tipo effettivamente utilizzate).



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