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domenica 21 luglio 2013


La pesca in tana è una disciplina che richiede grandi doti individuali, ma non per questo deve essere praticata da soli: pescare in coppia, al contrario, costituisce la primissima regola per effettuarla con successo.
Si pratica con scelte ben precise, e tanti che non dispongono di gommone la effettuano con partenze da terra; chi dispone di un gommone, potrà fare scelte diverse come impostazione ed attrezzature.
A seconda dei periodi, il rischio è legato direttamente alla mancanza di conoscenze e ai limiti fisici.
Il maggior rischio è sempre la sincope ipossica conseguente ad un'apnea prolungata: avvalersi della presenza di un compagno pronto ad intervenire aumenta grandemente la sicurezza. Il più delle volte, le conseguenze di una sincope si riducono enormemente con l'intervento di chi vigila ed è pronto ad estrarre immediatamente dall'acqua il compagno che subisce l'incidente.
Quando si forma la coppia, è importante alternarsi nei tuffi e scendere a turno.
Servono la massima attenzione e prudenza: quando uno scende spetta al compagno vigilare e controllare che tutto sia concluso positivamente, con o senza cattura del pesce. Mentre il primo si immerge, quello in superficie controlla e si prepara al tuffo e si immerge a sua volta solo dopo essersi assicurato dello stato di salute del compagno appena emerso. La sincope può verificarsi a tutte le quote, ma la maggior parte delle volte avviene negli ultimi metri di risalita, tanto che viene chiamata anche la sincope degli ultimi sette metri; non va dimenticato che la sincope può sopraggiungere anche dopo alcuni secondi rispetto alla riemersione. Di conseguenza, non bisogna mai immergersi senza l'"ok" ed il consenso del compagno.
Sempre ai fini della sicurezza, bisogna prestare grande attenzione quando si ispezionano gli anfratti e le tane, perché uno dei pericoli maggiori della pesca in tana è quello di incastrarsi sul fondo. E' indispensabile evitare tutti quegli accessori che, sporgendo dalla nostra figura, possono creare un appiglio e causare l'incidente: ad esempio, mulinelli posizionati in cintura, cavetti portapesci a forma di T, retine di qualunque genere, carichini per oleopneumatici ed arbalete legati al polso o fissati in cintura, aeratori vincolati alla maschera con anellini di gomma, piombi di zavorra autocostruiti e di forme strane e sporgenti.
 

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