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lunedì 29 luglio 2013


Non bisogna mai perdersi di vista col compagno, ed è tassativo non abbandonare mai il pallone e pescare allontanandosi da esso.
La competizione con il compagno è assolutamente da evitare, per questo risulta ottima la scelta di dividere sempre il pescato.  
Il fine di un'uscita in mare deve essere sempre il divertimento, e le catture vanno considerate come un valore aggiunto della bella giornata di mare

Nella coppia, ciascun pescatore deve essere consapevole dei propri propri limiti.
Tutti gli avvertimenti ed i consigli forniti nei precedenti articoli su Agguato, Aspetto e Tana valgono ovviamente anche nella tecnica del razzolo, che -come accennato- le riassume tutte.. 

CONSIGLI
Nelle partenze da terra, un' ottima strategia è quella di utilizzare due auto: lasceremo una vettura sul luogo di rientro, per poi recarci sul punto di partenza con l'altro mezzo. Questa strategia ci permetterà di ispezionare una zona molto più vasta.
A volte le condizioni meteo mutano repentinamente mentre si è in acqua: in caso di difficoltà è meglio desistere facendo dietrofront senza mai osare. Altri elementi che possono impedirci di completare il percorso previsto sono le correnti contrarie, il mare che s'ingrossa o, più banalmente, la stanchezza.
Pianificando una battuta al razzolo, è sempre preferibile scegliere quei fondali che offrono un ciglio o delle secchette parallele alla costa, perché in caso di difficoltà si ha sempre la possibilità di portarsi in acqua bassa o, in casi estremi, riguadagnare terra e raggiungere l'auto più vicina sfruttando i sentieri litoranei. Chi non ha la possibilità di recarsi a pesca con due auto deve fare scelte analoghe, ma dovrà prestare maggiore attenzione alle condizioni meteo e alla corrente, che se sostenuta potrebbe ostacolare il rientro all'auto.
In caso di vento contrario o forte corrente, un segreto per procedere con minore fatica è quello di portarsi nel bassofondo e seguire la costa piuttosto che tagliare da punta a punta: in questo modo riusciremo a sfruttare la corrente che si forma all'interno delle cale, di direzione contraria, e ad avanzare con minore dispendio di energie. Per quanto il tragitto risulti allungato, il rientro sarà più agevole e veloce; nuotare controcorrente è invece sconsigliabile, perché serve solo a mettere a dura prova le gambe con rischio di affaticamento eccessivo o crampi per coloro che non sono troppo allenati. Non dimentichiamo che in caso di vento o corrente la boa segnasub oppone resistenza, soprattutto se di forma sferica. In caso di mare formato, al contrario, bisogna portarsi fuori dalla costa, dove le onde non frangono. Per guadagnare terra è preferibile raggiungere delle cale ridossate e possibilmente con sabbia, dove le onde perdono di intensità ed il rischio di farsi male sulle pietre è annullato.

Chi affronta una battuta di pesca al razzolo con l'ausilio di un'imbarcazione di appoggio risulterà avvantaggiato in caso di stanchezza, e se le prede scarseggiano potrà sempre tentare uno spostamento. A differenza di quanto molti potrebbero pensare, anche quando ci si avvale del gommone è essenziale concentrarsi sulla pesca ed evitare eccessivi spostamenti: permanenza in acqua, concentrazione e attenta osservazione del fondale restano la tattica migliore.

 

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