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martedì 21 dicembre 2010

Immersioni sui relitti
La settimana scorsa nel nostro ultimo articolo abbiamo visto come l’attrazione  per il mondo sommerso e il fascino esercitato dagli stessi oggetti antichi o artistici ha spinto  la creazione di tutta una pleiade di musei subacquatici sparsi in tutto il mondo, promuovendo una nuova forma di Turismo “cultur-eco-subacqueo”.
Alla vigilia delle vacanze natalizie, per quelli che ancora non sanno dove godersi le “bollicine” (in ogni senso)  vogliamo proporre una destinazione che troviamo particolarmente  affascinante,  in una delle più belle riserve naturali del mondo: un percorso tra autentici relitti storici e una ricca barriera di corallo a poche miglia dalle coste dei Cayos di Florida.
La caratteristica principale di questo percorso,  attraverso i 9 siti che lo formano,  si basa essenzialmente nell’ampio ventaglio di periodi storici che costituiscono questo santuario sommerso.
Tra i resti più antichi ci ritroviamo di fronte ad un autentico galeone spagnolo di epoca moderna, il “San Pedro”, affondato nel 1773. Altre due navi di metà del XIX secolo, l’ “Adelaine Baker” e il “North America” illustrano in che modo i vestigi archeologici sommersi ci raccontano la storia della navigazione e della nautica attraverso il tempo.
Molto più recenti sono  il “City of Washington” e il “Benwood”, due relitti affondati nelle acque tropicali  dei Cayos. Invece gli altri quattro relitti che riposano in questo tratto di mare, l’ “Amesbury”, il “Duane”, l’ “Eagle” e il “Thunderbolt”  furono appositamente sommersi per la creazione di nuove scogliere artificiali, assumendo al medesimo tempo la stessa funzione di un museo a terra.

L’Unesco sostiene  con questo percorso subacqueo nel Santuario Nazionale dei Cayos di Florida, un ricchissimo patrimonio marino,  favorendo la conoscenza di questi insostituibili pezzi di storia.
Tra i buoni motivi per scegliere questa meta, ne sottolineiamo almeno due:  l’immersione tra questi  fantastici relitti, infatti,  non soltanto sarà un’occasione per conoscere la storia della navigazione e delle culture marine, ma certamente offrirà un’alternativa  alle barriere coralline naturali più importanti del pianeta, ormai svilite dall’impatto esercitato dal turismo subacqueo di massa.
Da sottolineare, in perfetto stile americano, l’accurata organizzazione logistica che non lascia nulla al caso. Grazie ad un’apposita guida del sito, infatti, possiamo ritrovare le coordinate precise di ognuno dei relitti con i punti di ancoraggio e le boe, il tutto illustrato da testi che raccontano la storia dei naufragi ed identificano la flora e la fauna che accompagna i visitatori.
Evidentemente le immersioni in questo sito sono molto diverse e a volte non adatte a tutti, a causa delle profondità e delle forte correnti; ma niente che possa disanimare  i “sub” più addestrati, ovviamente meglio se accompagnati da una guida subacquea  esperta e che rispetti le fondamentali norme di sicurezza.
Insomma un posto da segnalare nella nostra agenda d’immersioni da realizzare! 

Un’immersione indimenticabile,  arricchita dal valore storico, estetico e biologico del luogo.
Per maggiori informazioni clicca qui 

A noi appassionati di relitti resta un cruccio….a quando un parco sommerso di questo tipo a Pearl Harbor?

Patrick Rossetti Nivela

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